L’esercizio di attività produttive può determinare scarico di prodotti di scarto nelle acque, emissioni in atmosfera, rifiuti, rumore in ambiente esterno, inquinamento del suolo e dell’aria e possibili esposizioni a campi elettromagnetici.
Per contenere le conseguenze legate a questi importanti fattori, anche verso realtà limitrofe, è necessario individuare le sorgenti emissive e determinare il livello di inquinamento da esse creato. Per fare questo risulta di fondamentale importanza mettere in atto un processo di indagine ambientale che permetta di caratterizzare chimicamente e fisicamente le varie matrici ambientali al fine di controllare costantemente i livelli di inquinamento creati.
Per quanto riguarda l’aria, la salubrità di quest’ultima risulta essere un requisito fondamentale per la salute e sicurezza dei propri lavoratori: una delle cause principali dell’inquinamento dell’aria è dovuta proprio alle attività produttive non monitorate in modo corretto. L’emissione di una determinata sostanza in aria deve essere autorizzata e periodicamente controllata al fine di garantire, nel tempo, il mantenimento dei limiti di legge e dei limiti imposti dalle varie autorizzazioni.
Sostanze inquinanti provenienti da processi produttivi, che possono essere tra i più vari, si possono trovare, non solo all’esterno, ma anche all’interno dell’ambiente di lavoro: per tale motivo è necessario che l’Azienda venga supportata nel monitoraggio ambientale costante tramite indagini degli ambienti di lavoro e campionamenti di tipo personale, al fine di verificare il rispetto dei limiti di legge per le sostanze presenti in aria.
L’acqua è la risorsa più importante sulla terra. Le normative suddividono le acque in quattro tipologie:
- Acque destinate al consumo umano: d.lgs.31/01, il quale fissa i requisiti chimico-fisici delle acque destinate al consumo umano:
- Acque di scarico: il d.lgs.152/06 parte III, fissa i limiti allo scarico in fognatura, in acque superficiali e sul suolo delle acque di scarico;
- Acque sotterranee: il d.lgs. 152/06 titolo V, fissa i limiti soglia di concentrazione nelle acque sotterranee;
- Acque superficiali: il d.lgs. 152/06 parte III fissa gli obiettivi di qualità delle acque superficiali.