Sicurezza Cave

La gestione della sicurezza nelle cave e miniere è governata dal Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 624, che applica le direttive europee 92/91/CEE e 92/104/CEE relative alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione, a cielo aperto o sotterranee.

Ratio legis e campo d'applicazione

Le direttive europee nascevano dall'esigenza di avvicinare le normative specifiche di tutti gli stati membri e garantire misure minime di sicurezza.

Questa è la "ratio legis" anche della norma, che si applica dunque alle attività di estrazione di idrocarburi, cava, miniera, cava sotterranea.

Il campo d'applicazione ha la sua origine nel Regio Decreto n.1443/27, che distingueva tra attività di cava e di miniera:

  • le attività di cava comprendevano l'escavazione a cielo aperto di torbe, materiali per costruzioni edili, stradali e idrauliche, marmi, quarzo e sabbie silicee
  • le attività di minierastrong> includevano l'estrazione di minerali metalliferi (es. ferro, alluminio), combustibili (es. petrolio), asfalti e bitumi, pietre preziose, argille, sostanze radioattive, acque termali, vapori e gas

Il campo d'applicazione attuale è definito dal comma 2 dell'articolo 88 del D.Lgs. 81/2008. Esso include i lavori di "prospezione, ricerca, coltivazione" e stoccaggio di sostanze minerali e idrocarburi e i lavori di "frantumazione, vagliatura, e lizzatura dei prodotti delle cave".

Rapporto tra d.lgs. 624/96 e d.lgs. 81/2008

Le attività estrattive sono da sempre un sistema a sé stante, sia dal punto di vista tecnico che da quello dell'inquadramento normativo.

Di conseguenza, il d.lgs. 624 prevede figure, documenti e obblighi specifici per chi lavora nelle attività estrattive minerarie e di trivellazione, ad esempio:

  • la nomina di sorveglianti e di un direttore responsabile
  • la compilazione di DSS e DSS-C (Documento di Salute e Sicurezza e Documento di Salute e Sicurezza Coordinato)
  • condurre riunioni periodiche obbligatorie per ogni azienda con più di 5 lavoratori (il limite previsto nel d.lgs. 81/2008 è di 15)

Allo stesso tempo, però, va ricordato che il d.lgs. 624/96 non sostituisce il d.lgs.81. Nei fatti il sistema di gestione della sicurezza in cava e in miniera è un modello ibrido, frutto dell'integrazione e armonizzazione di almeno tre norme: il d.lgs. 624/96, il d.lgs. 81/2008 e il DPR 128/59 che contiene le norme di polizia delle miniere e delle cave.

Criticità nell'applicazione della norma

In questo ibridismo risiedono le principali criticità nell'applicare il d.lgs. 624 e nel gestire il sistema di sicurezza per il lavoro in cava e in miniera.

  • Criticità nel dover integrare i diversi riferimenti normativi, riuscendo a capire quando applicare l'uno e l'altro e riuscendo a cogliere analogie e differenze anche quando apparentemente le norme trattano il medesimo punto.
  • Criticità nel definire la linea di confine tra d.lgs. 624/96 e le altre norme a tema sicurezza: se per esempio in un'azienda coesistono in un dato periodo attività produttive, attività di cantiere e attività di estrazione, essa dovrà implementare, in aggiunta al sistema generale di sicurezza governato dal d.lgs. 81/2008, due sistemi specifici per la gestione della sicurezza in cantiere (governato dal titolo IV) e per la gestione della sicurezza in cave e miniere (governato dal d.lgs. 624/96).

Soluzioni e consulenza PLS

Farsi affiancare da un consulente che abbia una profonda conoscenza delle diverse normative, dei processi che creano il sistema di gestione sicurezza disegnato dal Testo Unico, e che allo stesso tempo abbia esperienza diretta in attività estrattive facilita l'applicazione della norma, permette di prevedere e prevenire i rischi sanzionatori, consente di mettere in atto un sistema di gestione efficace e armonico.

Approfondimento: incarichi e responsabilità

Titolare

  • l'imprenditore di miniera o cava o il titolare di permesso di prospezione o di ricerca o di concessione di coltivazione o di autorizzazione di cava
  • predispone il DSS coordinato, valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori in relazione all'attivita' svolta e la conseguente individuazione delle misure e modalita' operative, indicando in particolare le soluzioni adottate, o l'assenza di rischio, per ciascuno dei seguenti elementi - specificati l'obiettivo, le misure e le modalita' di attuazione del coordinamento

Datore di lavoro

  • compila e aggiorna il DSS e lo trasmette alle autorità competenti prima dell'inizio dei lavori
  • nomina il sorvegliante e il direttore responsabile - di cui può assumere l'incarico, se dotato delle competenze e requisiti necessari
  • agevola i sopralluoghi ispettivi

Direttore responsabile

  • sottoscrive il DSS e lo applica nella pianificazione dell'attività lavorativa
  • osserva e fa osservare le disposizioni regolamentari di salute e sicurezza
  • rilascia incarico scritto ai lavoratori che svolgono attività ad alto rischio
  • agevola i sopralluoghi ispettivi

Sorvegliante

  • si occupa della sorveglianza sul luogo di lavoro occupato da lavoratori
  • può rilasciare incarico scritto ai lavoratori che svolgono attività ad alto rischio
  • agevola i sopralluoghi ispettivi
  • in caso di infortunio, ne dà comunicazione al datore di lavoro dell'infortunato, al direttore responsabile e al titolare - se diverso dal datore di lavoro

Imprese appaltatrici

  • trasmettono al titolare la documentazione prevista nell'art. 4 del d.lgs. 626/94
  • sottoscrivono il DSS coordinato predisposto dal titolare e sono responsabili della sua applicazione

Lavoratori

  • segnala al sorvegliante ogni infortunio, anche se di piccola entità
Modalità orizzontale non disponibile