Progettazione antincendio: DPR 151/2001

La progettazione antincendio, il cui scopo ultimo è garantire l'incolumità delle persone in caso di incendio, è governata dal DPR 151 del 2011, regolamento del Ministero degli Interni pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 settembre dello stesso anno.

Ratio legis e campo d'applicazione

Il regolamento definisce le attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei Vigili (VVF) del Fuoco. Scopo della norma è razionalizzare le attività di controllo da parte dei VVF e al contempo responsabilizzare l'azienda - nelle persone del titolare e del professionista antincendio - nell'implementazione di un corretto sistema di prevenzione incendi.

Le attività soggette alla normativa, di cui all'allegato I del DPR 151/2011, sono organizzate secondo 3 gruppi (A, B, C) e sono regolamentate da norme verticali specifiche richiamate nello stesso DPR 151/2011.

L'innovazione del DPR 151/2011

L'innovazione introdotta dal DRP 151/2011 è la semplificazione degli adempimenti procedurali per le attività delle categorie A, B e C secondo un principio di proporzionalità - una diversificazione delle procedure in base alle dimensioni, tipo di attività e settore dell'azienda.

In particolare, tutte le attività di categoria A non richiedono un obbligatorio parere dei Vigili del Fuoco. La garanzia della corretta implementazione di un sistema antincendio è a carico del titolare, supportato da figure competenti quali tecnico abilitato e consulente antincendio 818. Cade l'obbligo di ottenere dai vigili del fuoco un certificato abilitativo come il CPI - Certificato di Prevenzione Incendi: l'avvio delle attività di categoria A è connesso all'elaborazione della SCIA - Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Procedure diverse sono adottate per le attività di categoria B e C: in questo caso è obbligatorio consegnare il progetto di prevenzione antincendio al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ottenerne il parere positivo o negativo e mettere a regime le eventuali correzioni segnalate dai Vigili. L'iter si conclude con il rilascio di un verbale di conformità, in seguito al quale può essere avviata l'attività.

Punti d'attenzione dell'applicazione della normativa

Perché la normativa sia correttamente applicata, è importante prestare attenzione ai seguenti punti. Individuare la categoria delle attività aziendali e l'interconnessione tra un'attività e l'altra, trovando il giusto compromesso in caso di collisione tra le diverse norme verticali.

Integrare la progettazione antincendio nei tempi e modalità di progettazione degli ambienti lavorativi e dei connessi impianti. Un eventuale adeguamento a posteriori della struttura alla normativa antincendio sarebbe molto più oneroso di una progettazione integrata "ex ante".

Rispettare le scadenze nel rinnovo della SCIA e di tutta la documentazione che attesta la conformità. Ciò vale sempre, e in particolar modo nel momento in cui siano state apportate modifiche sostanziali alla struttura o agli impianti, rilevanti ai fini antincendio. In tal caso l'iter di verifica avviene come nel caso di un nuovo progetto. Il mancato adempimento degli obblighi potrebbe avere conseguenze sul contratto stipulato con l'assicurazione.

Molte delle norme verticali sono datate e non rispecchiano più le reali condizioni in cui opera l'azienda: in questo caso la mera esecuzione delle indicazioni normative non è sufficiente. Le best practice di PLS vanno in questa direzione, assicurando una progettazione coerente con le finalità antincendio al di là della norma.

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